Il periodo di prova - parte 2

Cos'è e come funziona

Venerdì 26 febbraio 2021

La scorsa settimana abbiamo introdotto, qui nel nostro blog, il discorso sul periodo di prova (o patto di prova) del dipendente in azienda.

Abbiamo visto di cosa si tratta e in quali casi viene adottato.

Ma come si stipula questo patto?

Se poi tu imprenditore non sei soddisfatto di come si sta comportando il lavoratore durante questo periodo puoi recedere e sciogliere il contratto?

Ecco le risposte.

Il patto di prova va siglato insieme con il contratto, non dopo

La prima cosa importante che va messa subito in chiaro è che il periodo di prova deve essere siglato in sede di firma di contratto da parte del lavoratore.

Al massimo la Giurisprudenza prevede che si possa farlo prima.

Se lo si fa dopo, invece, il periodo di prova non avrà alcun senso, in quanto il lavoratore sarà già considerato assunto a tutti gli effetti.

Un altro aspetto che va considerato è la sottoscrizione da entrambe le parti del periodo di prova: se manca la firma dell’imprenditore o di chi sta per essere assunto allora il periodo di prova non avrà alcun valore e il contratto sarà considerato come definitivo nell’assunzione.

Cosa deve essere scritto nella clausula del contratto

Il periodo di prova dunque deve essere esplicitato in forma scritta e siglato da entrambe le parti.

Tutto ciò che lo riguarda deve essere contenuto in una clausola del contratto di assunzione.

In particolare nella clausola dovranno essere indicate con precisione le mansioni affidate al lavoratore in questo patto di prova.

I compiti ben delineati già in sede di contratto sono utili ad entrambe le parti, al fine di una valutazione proprio della qualità dei compiti svolti e di un’eventuale recessione.

Cosa accade se le mansioni da svolgere non vengono indicate nei dettagli o non vengono per niente indicate?

Avviene che il datore di lavoro dovrà assumere in via definitiva il lavoratore, a prescindere da quali attività avrebbe dovuto svolgere, e che quindi la sottoscrizione del patto di prova venga annullata.

Occorre quindi prestare molta attenzione.

Come vengono stabilite le mansioni

Se ora ti stai chiedendo in che modo debbano essere indicate le mansioni da svolgere (l’oggetto del periodo di prova) ti dico che dovrai rifarti alle classificazioni messe a disposizioni dai contratti collettivi, in merito a categorie, qualifiche e livelli professionali.

Le indicazioni dovranno essere molto specifiche e dettagliate.

In quali casi si può recedere dal periodo di prova

Subito dopo il termine del periodo di prova sia il lavoratore che il datore di lavoro possono scegliere di non procedere all’assunzione definitiva.

Va detto che, una volta assunto in maniera definitiva un dipendente, non potranno più essere effettuati altri patti di prova.

Cosa succede però se una o entrambe le parti desiderano recedere dal periodo di prova DURANTE il suo svolgimento?

Possono farlo senza alcun problema, a meno che non abbiano stabilito una durata minima: un lasso di tempo cioè sotto il quale non ci si può svincolare.

Il recesso, a differenza dell’avvio del periodo di prova, non ha necessità di essere comunicato in forma scritta, così come non occorre un preavviso: basta che lavoratore e datore di lavoro si parlino e si comunichino le relative decisioni.

Questo se entrambe le parti hanno rispettato un codice di comportamento corretto.

In caso contrario, invece, è possibile che il lavoratore che recede dal periodo di prova debba risarcire l’imprenditore.

Tuttavia il datore di lavoro dovrà sempre motivare il recesso (o licenziamento) dal periodo di prova in maniera dettagliata e sempre con coerenza in base alle clausole del contratto.

La prossima volta approfondiremo questo aspetto del periodo di prova.

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