Violazioni sul lavoro - parte 2

Quando sussistono e quali sono le sanzioni applicate

Venerdì 29 gennaio 2021

Riprendiamo il discorso che abbiamo cominciato la scorsa settimana sul lavoro irregolare.

Verso la fine dell’articolo abbiamo parlato delle sanzioni a cui un’impresa o un datore di lavoro possono andare incontro nei casi in cui si verificano determinate situazioni.

Abbiamo citato i casi del lavoro in nero e della somministrazione di lavoro illecita, oltre che di distacco illecito.

Vediamo ora in quali altre circostanze sussistono delle sanzioni che vengono applicate e ascritte al lavoro irregolare e quanto esse siano cambiate rispetto agli anni precedenti.

Ricerca e selezione del personale senza autorizzazioni, appalti e intermediazioni

Forse non tutti sanno che le sanzioni alle imprese o al datore di lavoro singolo scattano non solo in caso di esercizio conclamato ed effettivo del lavoro, ma anche in caso di attività di ricerca e selezione del personale quando non si è autorizzati a svolgere tale mansione e per tutte quelle che si configurano come attività di supporto alla ricollocazione professionale.

Lo prevede il Decreto Legislativo 276 del 2003, all’articolo 18, secondo il quale chi trasgredisce dovrà pagare una sanzione di importo compreso tra i 5 mila e i 10 mila euro.

Lo stesso decreto, all’articolo 29, parla anche di appalti illeciti: in questo caso la sanzione viene aumentata del 20%, passando da 50 a 60 euro per ogni lavoratore e per ogni singola giornata di lavoro di ognuno. Per quanto riguarda invece l’attività di intermediazione non autorizzata (sempre secondo l’articolo 18 del D.L.vo 276 del 2003) la sanzione è uguale a quella dell’illecita selezione del personale: dai 5 mila ai 10 mila euro.

Distacco transnazionale: il massimale di sanzione raggiunge i 150 mila euro

Tra le sanzioni per il lavoro irregolare figurano anche quelle causate dal distacco transnazionale. Per chi non avesse chiaro di cosa si tratta: è una prestazione di servizi che si verifica quando l’impresa abbia sede in un altro Stato dell’Unione europea o di area extra europea.

Uno o più lavoratori vengono perciò distaccati verso un’altra impresa dello stesso gruppo o verso un’altra filiale, sia propria che di diverso destinatario. Anche le agenzie di somministrazione del lavoro possono inviare dei lavoratori in sedi distaccate di un’azienda che abbia l’attività produttiva in Italia. Ora, gli illeciti in questo contesto sono di diverso tipo. Vediamoli.

Ci troviamo di fronte ad aumenti del 20% delle sanzioni precedentemente applicate (cioè prima del 2020). Essi avvengono:

  • Quando il distacco non viene comunicato: la sanzione in questo caso è di 180/600 euro per ogni lavoratore spostato (prima il range era tra il 150 e i 500 euro);
  • Per la conservazione della documentazione si va dai 600 ai 3.600 euro di sanzione per ogni singolo lavoratore interessato (prima dai 500 ai 3 mila euro);
  • Quando il lavoratore circola su strada con documentazione non conforme alle leggi o, peggio, senza la documentazione, le sanzioni passano dai 1.000/10 mila euro degli anni scorsi ai 1.200/12 mila euro di adesso;
  • Ci sono poi le sanzioni riguardanti le nomine dei referenti. Per quelli incaricati di ricevere ed inviare documenti ed atti, non ché per quelli incaricati di poteri di rappresentanza e per mantenere i rapporti con le parti si va dai 2.400 ai 7.200 euro di multa (prima dai 2 mila ai 6 mila). 

In ogni caso il massimale di sanzione ammonta a 150 mila euro.

Nel prossimo articolo continueremo ad occuparci delle sanzioni per le violazioni del lavoro. In particolare ci soffermeremo su quelle applicate quando si trasgredisce riguardo agli orari di lavoro, e nei casi in cui vi siano violazione intorno alla sicurezza sul lavoro e non venga tutelata la salute del lavoratore.

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