Qualche giorno fa ero seduto nell’ufficio di un cliente.
Stavamo analizzando i numeri del trimestre. Mentre lui mi spiegava quanto fosse fiero della sua “grande famiglia”, ho guardato fuori dalla vetrata.
Ho visto 3 scene diverse in 3 minuti.
Un ragazzo stava spiegando a un cliente un dettaglio tecnico con una passione che nemmeno il titolare aveva.
Una dipendente stava controllando l’orologio ogni 30 secondi, aspettando che la lancetta toccasse il minuto esatto per scappare via.
Un terzo uomo, nell’angolo, sussurrava qualcosa all’orecchio di un collega, ridacchiando mentre indicava l’ufficio dove eravamo noi.
Ho guardato il mio cliente e gli ho detto:
Non credo abbia gradito troppo la mia osservazione (che, del resto, ho spiegato in modo articolato qualche secondo dopo), ma chi mi conosce sa oramai che non sono un “campione di buone maniere”.
Sono piuttosto un “campione di verità”.
E la verità, come la medicina, non ha quasi mai un sapore gradevole.
Perciò, smettiamola da subito con questa farsa del “siamo tutti sulla stessa barca”.
Sulla tua barca c’è chi rema fino a farsi sanguinare le mani, c’è chi finge di remare aspettando che il vento faccia il lavoro sporco, e c’è chi sta bucando lo scafo sotto il livello dell’acqua.
Se non impari a distinguere questi personaggi, sei un titolare cieco, destinato al disastro.
Partiamo dai Leali.
Sono i tuoi pretoriani, quelli che, se l’azienda brucia, restano dentro a cercare l’estintore, mentre gli altri sono già al parcheggio.
Non lo fanno solo per lo stipendio a fine mese (quello significa fare il minimo sindacale) lo fanno perché hanno sposato la tua visione.
Hanno il senso del dovere tatuato in fronte.
Questi uomini vanno protetti, vanno pagati e trattati meglio, vanno ascoltati, vanno messi nelle condizioni di non doversi mai guardare le spalle.
Se perdi un leale perché non gli hai dato valore, hai perso un pezzo della tua anima aziendale.
Poi ci sono gli Opportunisti (o Mercenari).
Questi sono la maggioranza.
Lavorano finché conviene, remano finché la barca va verso acque calme e sicure.
Se arriva la tempesta, iniziano a guardarsi intorno per vedere se c’è una scialuppa lì vicino.
Sono utili? Sì, se sai come gestirli.
Devi tenerli sotto pressione, dare loro obiettivi chiari e premiarli solo se portano il bottino a casa.
Non aspettarti che si sacrifichino per te, perché non lo faranno mai.
Il mercenario combatte per l’oro, non per la gloria. Se l’oro finisce o la sfida si fa troppo dura, sparisce.
Gestiscili col pugno di ferro in un guanto di velluto e non dargli mai le spalle.
E infine, ci sono i Sabotatori.
Questi sono il vero cancro.
Sono quelli del: “Io l’avevo detto che non funzionava”, quelli che spargono malumore alla macchinetta del caffè, quelli che godono segretamente quando un progetto fallisce, perché così possono sentirsi superiori nella loro bassezza.
Ma il sabotatore non è solo pigro: è attivamente dannoso!
Distrugge il morale dei leali e corrompe gli opportunisti.
Sai cosa ho fatto io con quel cliente, l’altro giorno?
Gli ho indicato l’uomo nell’angolo che ridacchiava. “Quello lì,” gli ho detto, “è il motivo per cui i tuoi numeri non quadrano. Sta avvelenando il pozzo.”
Un Comandante che tollera un sabotatore per buonismo o per paura di una causa sindacale è il primo complice della propria rovina.
Il sabotatore va eliminato.
Non rieducato, non spostato di reparto, non richiamato.
Va espulso dal corpo della tua azienda come un proiettile infetto.
Ogni secondo che passa tra le tue mura, sta convincendo qualcun altro che impegnarsi è da stupidi.
Vuoi un’azienda sana? Devi fare pulizia.
Devi premiare chi suda, gestire chi osserva passivamente e giustiziare chi tradisce.
Non c’è spazio per la democrazia quando si tratta di sopravvivenza!
O selezioni TU chi resta o i peggiori selezioneranno te per il fallimento.
La tua azienda è la media delle persone di cui ti circondi, meno il danno creato dai sabotatori.
Non importa quanto sia bravo il tuo miglior collaboratore: se permetti a un sabotatore di restare in squadra, il risultato finale sarà sempre verso il basso.
Il sabotatore ha un potere infettivo dieci volte superiore alla motivazione del leale!
La tua priorità assoluta non è trovare nuovi talenti, ma estirpare i traditori interni.
Un piccolo esercito di leali vince sempre contro una massa di mercenari guidati da traditori.
Sii spietato nella pulizia e generoso nel proteggere i fedeli.
In posizione!
P.S.: Come sempre, la Lettera del Caesar della prossima settimana contiene un vantaggio competitivo.
O lo prendi tu, o lo regali al tuo concorrente.
A te la scelta. 😏
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