Decreto "Rilancio"

Le principali novità in materia di lavoro

Giovedì 14 maggio 2020
decreto rilancio

Quella che segue è una sintesi del Decreto “Rilancio”, approvato dal Governo in data 13 maggio 2020.

Con ogni probabilità sarà suscettibile di alcune variazioni: in ogni caso, un vademecum per avventurarsi in questo lunghissimo decreto è indispensabile.

Ho suddiviso il tutto per punti, tenendo bene a mente il target delle imprese di “piccole dimensioni” cui ci rivolgiamo (ed escludendo pertanto quelle di medie e grandi dimensioni) e tralasciando naturalmente quanto non strettamente correlato al mondo del lavoro.

Vediamoli insieme:

Integrazione salariale

L’integrazione salariale e l’assegno ordinario sono incrementati di ulteriori 5 settimane, e questo riguarda i datori di lavoro che hanno utilizzato completamente il periodo di nove settimane precedente. E’ previsto inoltre un periodo ulteriore di altre 4 settimane (tetto massimo).

Stesso trattamento per le aziende che si trovano già in Cassa Integrazione Straordinaria e in Cassa Integrazione in Deroga.

Sicurezza nell'ambiente di lavoro e Crediti d'Imposta

Previsto un Credito d’Imposta del 60% di tutte le spese sostenute nel 2020, fino a 80.000,00 euro, riguardanti tutti gli interventi effettuati per rendere sicuro l’ambiente di lavoro, in relazione all’emergenza Covid-19 (prescrizioni e misure di contenimento). Stesso Credito d’Imposta (fino a 60.000,00 euro per ciascun beneficiario) per le spese di sanificazione degli ambienti e dei Dispositivi di Protezione.

IRAP

Altra novità riguarda l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive: il saldo (periodo di imposta al 31/12/2019) non è dovuto, e nemmeno il versamento della prima rata dell’acconto (periodo di imposta successivo al 31/12/2019).

Questa norma si applica ad aziende e lavoratori autonomi con ricavi non superiori a 250 milioni di euro.

Grandi esclusi: banche, enti e società finanziarie, imprese di assicurazione ed enti pubblici.

Start-up innovative

Le start-up innovative vedranno prorogarsi di un anno la loro permanenza nella sezione specifica delle imprese. Le persone fisiche che investiranno in start-up (o PMI innovative) riceveranno una detrazione d’imposta del 50% della somma investita (l’investimento dovrà durare minimo 3 anni e prevedere un importo non superiore a 100.000,00 euro per ciascun periodo d’imposta).

Contributi a fondo perduto

I beneficiari sono i titolari di reddito d’impresa, lavoratori autonomi e agrari.

I requisiti richiesti sono:

  • Ricavi non superiori a 5 milioni di euro;
  • Riduzione del fatturato nel mese di aprile superiore al 33%

Detti requisiti non si applicano alle aziende che hanno iniziato l’attività dal 1 gennaio 2019.

Veniamo ai contributi previsti:

  • 20% per ricavi o compensi non superiori a 100.000,00 euro
  • 15% per ricavi o compensi tra 100.000,00 euro e 400.000,00 euro
  • 10% per ricavi o compensi tra 400.000,00 euro e sotto i 5 milioni di euro

Congedi per i dipendenti

I genitori con rapporto di lavoro dipendente (settore privato) possono usufruire del congedo per figli di età non superiore a 12 anni.

L’indennità riconosciuta in questo caso è del 50% della retribuzione. Periodo: non superiore a 30 giorni, partendo dal 5 marzo fino al 31 luglio 2010.

Incrementato anche il bonus baby-sitting, portato a 1200 euro: si può utilizzarlo per l’iscrizione ai centri estivi e ai servizi integrativi per l’infanzia.

Conclusioni

Come accennato all’inizio, questo decreto è passibile di variazioni: inoltre si tratta di un testo di oltre 450 pagine, e per questa ragione ho trattato sinteticamente soltanto le questioni inerenti direttamente i lavoratori dipendenti, spingendomi un po’ più in là nel territorio di questo decreto solo in casi specifici, legati per esempio alla liquidità immediata tramite crediti d’imposta o la sicurezza dei dipendenti sul posto di lavoro.

Per quanto riguarda gli altri articoli del Decreto, è preferibile rivolgersi a uno specialista della materia, a seconda dell’articolo trattato (es.: commercialista, responsabile sicurezza sul lavoro, etc.): ad ognuno il suo.

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