"E se il tuo dipendente cambiasse
improvvisamente posto di lavoro?"

I metodi per trattenerlo in azienda più tempo possibile
Parte 3

Venerdì 23 settembre 2022

Anche questa settimana continuiamo a parlare di Retention, cioè di quell’insieme di strategie che i datori di lavoro e gli imprenditori utilizzano per mantenere in azienda i dipendenti quanto più a lungo è possibile, fidelizzarli e non consentire che il background di conoscenze acquisite nella nostra azienda vada poi a favore di altri imprenditori qualora il lavoratore si dimettesse.

Sono tante le piccole strategie da applicare per questo scopo, e nello scorso articolo abbiamo cominciato ad analizzarle.

Abbiamo visto quanto un modello lavorativo aggiornato, una costante attenzione ai feedback e all’equilibrio tra lavoro e vita privata sia fondamentale.

Vediamo ora quali sono gli altri accorgimenti da poter adottare per fidelizzare i dipendenti.

Potenziare l'autonomia: un dipendente che gestisce il suo tempo è più soddisfatto

Un dipendente che viene lasciato libero di gestirsi da solo il tempo da dedicare ai progetti lavorativi è un dipendente più soddisfatto e fedele all’azienda per cui lavora.

Secondo diverse ricerche condotte da associazioni di psicologi del lavoro in tutto il mondo, infatti, i dipendenti che lavorano in un ambiente che supporta l’autonomia (il che significa dare ai dipendenti la libertà di lavorare nella maniera e con metodi che preferiscono), tendono a sentirsi più coinvolti e responsabilizzati, portando a una maggiore probabilità di fidelizzazione.

La strategia in pratica

Comincia a mettere in pratica questa vera e propria strategia di retention iniziando con il dimenticare quei processi che vanno sotto il nome di “microgestione”.

Concentrati invece sulla costruzione di una cultura della fiducia.

Questo non solo fa sentire i dipendenti apprezzati, ma desiderosi di esibirsi al meglio.

In particolare offri al tuo team gli strumenti e le opportunità di cui hanno bisogno per svolgere il proprio lavoro, indipendentemente dal fatto che lavorino in remoto o in ufficio.

Organizza poi regolarmente incontri individuali per rivedere i progressi, discutere le preoccupazioni e celebrare il successo, non per controllare i tuoi dipendenti.

In questo modo farai sentire tutti partecipi di un grande progetto, e l’azienda verrà vista come una grande famiglia allargata.

Il che, di questi tempi, non è poco.

Inclusione: la chiave per una sana e ricca cultura aziendale

Coltivare l’inclusione può avere un impatto positivo sul benessere, le prestazioni e la produttività dei dipendenti, lo sapevi?

L’inclusione è anche la chiave per una ricca cultura aziendale, che conduce dritti ad una crescita di innovazione e creatività.

Sì, ma cosa vuol dire, nello specifico, portare l’inclusione in azienda?

E vale anche per le realtà produttive più piccole?

In realtà portare diversità e inclusione in azienda significa prestare attenzione e rispetto alle differenze di background (cioè di tutte le esperienze che un lavoratore ha avuto nel suo passato lavorativo) delle diverse persone, integrandole nello stesso ambiente lavorativo in modo concreto.

Cambiare spesso gruppi di lavoro, e gruppi sempre eterogenei, danno ai dipendenti un senso di appartenenza e connessione all’azienda.

E abbiamo detto più volte come dipendenti con un forte senso di appartenenza abbiano una probabilità sei volte maggiore di essere coinvolti nella realtà aziendale.

L'inclusione... in pratica!

Come si coltiva l’inclusione in azienda?

Ecco qualche consiglio:

  • In qualità di datore di lavoro concentrati sulla costruzione di competenze culturali per comprendere, comunicare e gestire efficacemente team diversi.
  • Previeni la discriminazione con l’istruzione. Organizza programmi di formazione e assicurati che dipendenti e manager siano a conoscenza dei potenziali pregiudizi culturali.
  • Definisci le politiche antidiscriminatorie e delinea delle procedure per segnalare eventuali problemi o preoccupazioni da parte di lavoratori più deboli in questo senso.

Promuovere la comunicazione e la collaborazione: esperienza positiva per tutti

Promuovere la comunicazione e la collaborazione tra i vari membri del team aziendale porta a un’esperienza positiva per i dipendenti.

Con una comunicazione aperta, i datori di lavoro possono creare fiducia e coinvolgimento anche tra team diversi.

La collaborazione è anche la chiave per un ambiente di lavoro più trasparente, produttivo e più felice e, di conseguenza, tassi di fidelizzazione più elevati.

Come mettere in pratica questa strategia

La prima cosa da fare per promuovere una maggiore comunicazione, lo ribadiamo, è quella di accogliere quanti più feedback costruttivi e promuovere un ambiente sicuro per la condivisione e la discussione di idee.

Successivamente potrai creare iniziative di team building (sessioni di lavoro focalizzate sulla comunicazione in azienda) che promuovano il lavoro di squadra.

Non dimenticare poi di affidarti a programmi di videocall e riunioni in remoto, che si dimostrano sempre molto utili.

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