“IL PERIODO DI PROVA È UN ALIBI”

Venerdì 27 febbraio 2026

 

C’è una scena che si ripete spesso, quasi identica, in centinaia di aziende.

Un imprenditore seduto davanti a un candidato.

Il colloquio sembra andare bene.

Il curriculum è decente. L’impressione pure.

Ma dentro, qualcosa scricchiola.

Un piccolo dubbio. Un’incertezza.

E allora, come ci si copre?

Con la frase più abusata del mondo:

 

“Ti assumiamo, ma iniziamo con il periodo di prova.”

 

Sembra prudente.

Sembra intelligente.

Sembra “manageriale”.

Ma è solo paura travestita da strategia.

Il periodo di prova dovrebbe essere un momento in cui chi entra dimostra di meritare il posto.

Invece, nella realtà, è diventato il rifugio mentale di chi non vuole prendersi responsabilità.

 

“Vediamo come si comporta…”

“Lo mettiamo alla prova…”

“Se non funziona, pazienza…”

 

Pazienza un cavolo.

Ogni giorno in più con la persona sbagliata ti costa tempo, soldi, energia, fiducia del team.

Quando un nuovo assunto non funziona, succedono sempre le stesse cose:

 

  • Tu fai finta che andrà meglio.
  • Il team comincia a mal sopportarlo.
  • Il clima si appesantisce.
  • Le performance calano.
  • E intanto, l’orologio gira.

 

Finché, dopo settimane o mesi, ti decidi.

 

“Non ha funzionato. È colpa sua.”

 

No.

È colpa tua.

Perché hai scelto senza un metodo.

E poi non hai avuto il coraggio di chiudere subito.

Un leader non prende tempo.

Prende decisioni.

 

👉 Se non sei sicuro di volerlo nel tuo team, allora non lo vuoi. Punto.

👉 Se hai bisogno di “provarlo”, allora non ti fidi abbastanza.

👉 E se non ti fidi, perché lo assumi?

 

Il tuo compito non è “vedere come va”.

È costruire una squadra vincente, con persone su cui puoi contare.

Non forse. Non tra sei mesi.

Adesso.

Il periodo di prova dovrebbe servire a lui per dimostrare, non a te per decidere.

Tu, la tua decisione, dovevi già averla presa.

E se non l’hai presa, non sei pronto per assumere.

Certo, puoi dire che sei cauto.

Che vuoi tutelarti.

Che preferisci valutare sul campo.

Ma la verità è che hai paura di sbagliare.

E sai quando smetterai di sbagliare?

Quando inizierai a testare davvero prima, invece di nasconderti dietro una scadenza sul contratto.

 

“Ma quindi, Andrea.. che devo fare?!?”

 

Costruisci una procedura.

Crea un test tecnico.

Prepara un affiancamento di 3 ore.

Fai una simulazione di una giornata vera.

Ma decidi prima.

Non servono tre mesi.

Servono 3 segnali chiari.

E il coraggio di vedere le cose per come sono.

Un giorno, un imprenditore mi ha detto:

 

“Ho fatto firmare il contratto con periodo di prova. Così, se non va bene, lo lascio andare.”

 

Gli ho risposto:

 

“Allora sei già in ritardo. Dovevi lasciarlo fuori dalla porta.”

 

In posizione. 🌿🤚🌿

 

P.S.: Come sempre, la Lettera del Caesar della prossima settimana contiene un vantaggio competitivo.

O lo prendi tu, o lo regali al tuo concorrente.

A te la scelta. 😏

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