Tempo fa (taaaanto tempo fa..), dovevo assumere una figura senior. Un ruolo chiave.
Ho fatto quello che fanno tutti.
Ho scritto un annuncio di lavoro dettagliato, l’ho infarcito di belle parole come “proattività”, “visione strategica” e “ambiente dinamico”.
L’ho pubblicato su LinkedIn. E ho aspettato.
Risultato? Un disastro.
Sommerso LETTERALMENTE da più di 100 curriculum.
95 erano palesemente inadatti, mandati a pioggia da gente che non aveva nemmeno letto l’annuncio.
Dei 5 rimasti, 4 erano candidati “decenti”, ma senza quella scintilla che cercavo.
L’ultimo era bravo, ma non un fuoriclasse.
La mia sensazione era quella di dover scegliere “il meno peggio”.
Ero frustrato.
Ne stavo parlando con Raffaele, mio fratello, socio (e venditore da Formula Uno, ma questa è un’altra storia..).
Lui mi ha ascoltato, poi mi ha fatto una domanda semplice che mi ha fulminato.
“Andrea, se questo fosse il cliente più importante della nostra vita, aspetteresti che lui chiami te, o alzeresti il telefono per andare a stanarlo?”
Silenzio.
In quel momento ho capito il mio errore monumentale.
Stavo trattando la risorsa più importante per il futuro della mia azienda — il talento — con meno proattività di come trattavo un cliente di medio livello.
Stavo aspettando alla porta, sperando che un campione passasse di lì per caso.
Ho capito che il recruiting non è un processo di selezione passiva.
È un processo di caccia attiva.
Non è una funzione delle Risorse Umane. È una funzione delle Vendite.
La lezione che devi scolpire nella pietra è questa: I migliori talenti del tuo settore NON stanno cercando lavoro.
Sono troppo impegnati a creare valore dove sono adesso.
Non leggono gli annunci, non mandano curriculum.
Aspettare che si candidino da te è come aspettare di vincere alla lotteria.
Devi ribaltare il tavolo.
Tu non sei più l’acquirente che giudica la merce. Tu sei il venditore.
E la tua azienda, la tua visione, il tuo progetto sono il prodotto.
Il tuo compito è andare a cercare il “cliente dei tuoi sogni” (il fuoriclasse che lavora per il tuo concorrente) e convincerlo che il tuo prodotto è talmente superiore da spingerlo ad abbandonare quello che sta usando ora.
Ci sono due modi di procurarsi il cibo.
Il Pescatore (recruiting passivo): Lancia una grande rete (l’annuncio di lavoro) nel mare e spera. Tira su un sacco di pesci piccoli, qualche scarpone vecchio, alghe e, se è fortunato, un pesce di medie dimensioni. È un gioco di quantità e di fortuna.
Il Cacciatore (recruiting attivo): Non lancia nessuna rete. Passa giorni a studiare la foresta (il mercato). Identifica la sua preda d’elezione (quel top performer che ammiri da lontano). Studia le sue abitudini, cosa gli piace, di cosa si lamenta. E poi, al momento giusto, spara un singolo, preciso colpo (un messaggio personalizzato, un contatto tramite un conoscente comune). È un gioco di qualità, pazienza e strategia.
Tu, oggi, stai pescando a strascico o stai andando a caccia?
Smettila di scrivere annunci di lavoro. Inizia a scrivere una “lista dei desideri” di persone. I migliori non mandano CV. I migliori ricevono offerte. Il tuo compito non è più leggere curriculum. È fare in modo che la tua sia l’offerta che non possono rifiutare.
In posizione! 🌿🤚🌿
P.S.: Come sempre, la Lettera del Caesar della prossima settimana contiene un vantaggio competitivo.
O lo prendi tu, o lo regali al tuo concorrente.
A te la scelta. 😏
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