Violazioni sul lavoro - parte 1

Quando sussistono e quali sono le sanzioni applicate

Venerdì 22 gennaio 2021

Con questo e con i prossimi tre articoli del nostro blog apriamo la trattazione di un nuovo argomento: quello delle violazioni sul lavoro.

Di cosa si tratta, quando sussistono e, in loro caso accertato quali sono le sanzioni che vengono applicate al datore di lavoro?

Vediamolo insieme.

Quali sono i casi di violazioni sul lavoro: il lavoro irregolare

Il lavoro irregolare è una tipica forma di violazione sul lavoro.

Quando ci troviamo di fronte a casi di lavoro irregolare?

Queste sono le situazioni tipo:

  • Attività illegali: sono quelle attività esercitate in maniera criminale o senza titoli di studio e/o adeguati permessi e autorizzazioni (è il caso, ad esempio, delle professioni mediche);
  • Lavoro a nero: si verifica quando un’attività lavorativa viene fatta svolgere senza un regolare contratto di lavoro. Fanno eccezione il volontariato, gli stages o gli impieghi in piccole aziende a condotta familiare. Rientra in questo ambito anche chi possiede una Partita Iva e non emette regolare fattura.
  • Lavoro grigio: qui siamo di fronte ad un lavoro formalmente regolare ma in realtà al confine con le violazioni sul lavoro. Succede quando l’orario di lavoro è maggiore rispetto a quello pattuito da contratto, quando l’inquadramento contrattuale è in generale inferiore rispetto alle proprie specializzazioni del lavoratore o quando sussistono i cosiddetti “fuori busta”, cioè parte del pagamento avviene in contanti.
  • Irregolarità su norme di sicurezza e previdenza: si verificano quando non vengono pagati i contributi al lavoratore, non vengono pagate le ferie, quando non vengono rispettate le norme di sicurezza sul posto di lavoro, quando vengono meno i rimborsi spese, etc.

Sanzioni applicabili: quali sono e quale legge le prevede

Nei casi che abbiamo appena visto scattano delle sanzioni per il datore di lavoro.

La Legge di Bilancio degli scorsi anni prevede questa norma al comma 445, lettera d (Legge 145/2018).

A partire dal 2019 però, gli importi sanzionatori sono cambiati e maggiorati.

Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate con la circolare n.2/2019, ribadendo anche che dal 2020 le sanzioni applicate sono piene e non parziali.

Lavoro in nero: fino a 36 mila euro per chi trasgredisce

Andando nello specifico dei lavori irregolari, quello in nero è senz’altro la tipologia più grave a livello sanzionatorio.

Le sanzioni in oggetto sono previste dal Decreto Legge n.12 del 2002, nello specifico all’articolo 3 (aggiornato al 2020).

Ecco cosa prevedono.

  • Un pagamento da 1.800 a 10.800 euro (nel 2018 si andava dai 1.500 ai 9.000) nei casi di lavoro irregolare che copra un arco di tempo fino a trenta giorni di lavoro effettivo.
  • Dai 31 ai 60 giorni di lavoro effettivo svolto in nero le sanzioni passano dai 3.600 ai 21.600 euro (rispetto alla forbice 3.000/18.000 del 2018).
  • Quando si sfora la soglia dei due mesi (60 giorni) di lavoro irregolare le sanzioni arrivano a 36 mila euro partendo dai 6 mila (in questo caso le soglie si abbassano rispetto al 2018, che prevedeva uno scarto dai 7.200 fino 43.200 euro).

Somministrazione di lavoro illecita e distacco illecito: multe maggiorate del 20%

Le sanzioni intervengono anche nei casi di somministrazione illecita di lavoro e di distacco illecito (secondo la definizione dell’articolo 18 all’interno del Decreto Legislativo 276 del 2003).

La somministrazione di lavoro illecita si ha quando il lavoro non viene assegnato al lavoratore da parte di soggetti abilitati a farlo.

Nel 2020 ricordiamo che gli importi sanzionatori sono aumentati del +20% e che intervengono per ciascun lavoratore occupato e per ciascuna, singola giornata lavorativa.

Si va dunque dai 50 euro degli scorsi anni fino ai 60 a partire dal 2020.

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